Psicomotricista a Trento

Difficoltà di coordinazione motoria: la psicomotricista a Trento

La bicicletta che non arriva mai, le scarpe che restano slacciate, il bicchiere che si rovescia a tavola, la palla che sfugge sempre: certe fatiche motorie si notano proprio perché riguardano i gesti di tutti i giorni. Spesso vengono liquidate con "è un po' goffo", ma quando sono marcate e persistenti la goffaggine non è un tratto di carattere.

In clinica si parla di Disturbo della Coordinazione Motoria (DCD), a volte indicato come disprassia: la definizione completa è nella scheda dello Studio collegata qui sotto. In questa pagina c'è il lavoro concreto della dott.ssa De Grandis a Trento: come osserva il movimento del bambino e come lo aiuta a riprendersi i gesti della sua giornata.

La goffaggine che pesa sulla giornata

Ciò che porta le famiglie in studio raramente è il movimento in astratto: sono le piccole scene quotidiane che si ripetono e che, alla lunga, pesano anche sull'umore del bambino:

  • inciampa, urta e cade più spesso dei coetanei, anche in ambienti conosciuti;
  • fatica con posate, bottoni, cerniere e allacciature, e le autonomie del mattino diventano una battaglia;
  • evita la palla, la bicicletta, il parco giochi: non per pigrizia, ma perché lì si sente meno capace;
  • si stanca prima degli altri, perché ogni gesto gli costa più attenzione e più energia;
  • comincia a dire "non sono capace" e a tirarsi indietro anche dai giochi con i compagni.

Guardare come si muove, non solo se riesce

Nella valutazione la dott.ssa De Grandis non si limita a registrare che cosa il bambino riesce o non riesce a fare: osserva come organizza il gesto. Come pianifica un percorso a ostacoli, come dosa la forza, come coordina le due mani, come tiene l'equilibrio quando l'attenzione è occupata altrove. L'osservazione avviene dentro il gioco motorio, con proposte calibrate sull'età, e si intreccia con la storia raccontata dai genitori. La sua prima laurea in Scienze delle Attività Motorie le dà uno sguardo allenato proprio sul movimento; quando serve un inquadramento più ampio, la valutazione si completa con l'équipe dello Studio.

Il percorso: riprendersi i gesti di ogni giorno

Gli obiettivi della terapia non vengono da un manuale, ma dalla vita del bambino: andare in bicicletta, vestirsi da solo, stare nel gioco con la palla senza sentirsi l'ultimo scelto. In stanza di psicomotricità questi traguardi vengono scomposti in passi accessibili e allenati dentro giochi in cui il bambino sperimenta soprattutto riuscite, perché è la fiducia nelle proprie capacità il motore che rimette in moto il movimento. I genitori ricevono indicazioni pratiche per dare continuità al lavoro nel quotidiano, dove i gesti allenati devono davvero servire.

Un tema su cui la dottoressa continua a formarsi

La coordinazione motoria è uno dei temi su cui la dott.ssa De Grandis investe di più nel proprio aggiornamento professionale:

  • nel 2026 ha seguito il Congresso Nazionale AIDEE dedicato a Developmental Coordination Disorder, disprassia e disturbi del neurosviluppo, tra complessità, comorbidità e correlazioni;
  • nel 2025 ha approfondito il passaggio dal movimento globale alla motricità fine, un nodo centrale per i bambini con difficoltà di coordinazione.
Difficoltà di coordinazione motoria

Se i gesti di ogni giorno sembrano costare al vostro bambino più fatica del dovuto, non serve aspettare che "passi da solo": un primo colloquio nella sede di Trento dello Studio chiarisce se si tratta di tempi diversi o di una difficoltà su cui vale la pena lavorare.

Per informazioni o per prenotare una prima valutazione con l'équipe della sede di Trento:

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Gli altri disturbi

Revisione clinica del 15 luglio 2026 a cura della Dott.ssa Eleonora De Grandis - Ordine TSRM PSTRP di Verona - Albo dei Terapisti della Neuro e Psicomotricità — n. 41.

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